letteratura rosa

LA BIBLIOTECA DELLE SIGNORINE SALANI:
AUTORI E ILLUSTRAZIONI

GAUTIER, THEOPHILE (1811 - 1872)

Nasce a Tarbes nel 1811; dapprima si dedica alla pittura, ma poi, frequentando l'ambiente letterario della sua epoca, partecipa alle varie polemiche letterarie (assiste alla prima dell'Hernani di Hugo, che fece scalpore) e alfine si dà alla letteratura. Esordisce con una raccolta di poesie (Poésies, 1830), poi un romanzo, poi ancora poesie, poi teatro, libri di viaggi, di tutto. Il suo manifesto letterario sta nella lunga prefazione di Mademoiselle de Maupin (1835) dove si evince il suo temperamento focoso, dal gusto dei colori forti, delle forme e della voluttà. Pubblica anche dei saggi critici su vecchi poeti dimenticati (Grotesques, 1844), e scrive sui giornali di critica letteraria e teatrale. Ha due figlie, Judith ed Estelle. Muore a Neuilly nel 1872.

TITOLI:

Albertus, ou l'âme et le péché (1833)
Les jeunes-France, romans goguenards (1833)
Mademoiselle de Maupin (1835
)
Voyage en Espagne (1845)
Nouvelles (1845)
Voyage en Italie (1875)
Romans et contes (1857)
Les beaux-arts en europe (1855)
Histoire de l'art dramatique en France depuis vingt-cinq ans (1858)
Le roman de la maomie (1858)
Le capitaine Fracasse (1863)
Histoire du Romantisme (postumo, 1874)


Théophile Gauthier
Judith Gauthier, anch'essa scrittrice ....


T. Gauthier,
Capitan Fracassa I,
ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani
T. Gauthier,
Capitan Fracassa II
,
ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani


CINEMATOGRAFIA

Capitan Fracassa
1929: regia di Alberto Cavalcanti, con Pierre Blanchar, Charles Boyer, Marguerite Moreno
1940: regia di Duilio Coletti, con Hiorgio Costantini, Osvaldo Valenti, Clara Calamai, Elsa De Giorgi
1961: regia di Pierre Gaspard-Huit, con Jean Marais, Geneviève Grad, Anna Maria Ferrero, Gérard Barray

GAZZEI BARBETTI, VITTORIA (1892 - 1934)

Nasce a Siena il 25 ottobre 1892 da Gaetano ed Emma Mazzi ma viene adottata da Maria Barbetti; qui, in via de' Rossi, riceve un'istruzione superiore, ottiene il diploma in Lettere, in Storia della Musica e Composizione (violino). E' allieva di Rinaldo Franci (1852-1907) il più illustre dei musicisti senesi, direttore della Scuola Musicale e del Conservatorio di Lucca. Soffre tuttaivia di una malattia che la porterà precocemente alla tomba, e che le impedirà di continuare a sonare. Scrive articoli per i giornali locali, firmati con una serie di strani pseudonimi (Il Poro Beppe, Vittorio De Vitte, Vty, Vittorina da Siena, Vezio Zari-Gatti). Frequenta, molto apprezzata, gli ambienti letterari senesi e conosce Federigo Tozzi, che la ritrae sotto le spoglie della violinista Enrichetta Gastinelli in Dopo il concerto, novella ispirata ad una serata musicale (in Novelle, 1913). Vittoria Gazzei non è la sola donna che frequenti il cenacolo letterario di Tozzi, ma è l'unica che la moglie di Tozzi, Emma, tolleri, perchè come lei molto religiosa, e "notoriamente indifferente agli uomini". La Gazzei viene anche indicata come Suor Melodia e Suor Vittorina da Siena, per quanto non abbia mai vestito l'abito monacale. E' citata dal Jorgensten in Grieg in Toscana come apprezzata autrice di veri virtuosismi al violino. I suoi scritti, come i romanzi, hanno come sfondo la Siena medievale. Nel 1924 abbandona il violino e inizia a scrivere. Dopo la pubblicazione dei Medaglioni Cateriniani per la SEI, il cenacolo cattolico milanese si accorge di lei e così inizia la collaborazione a Fiamma viva, Cordelia (sul quale pubblica a puntate nel 1928 il romanzo L'ala della fortuna), Matelda (di cui è la direttrice per tre mesi), Nuovo Giornale, Vita Femminile, L' Alba, Ars Italica, Il Solco, Illustrazione Toscana, Avvenire d'Italia. Muore a Siena, a soli 42 anni, il 30 marzo 1934, giorno del Giovedì Santo (necrologio in Almanacco della Donna Italiana, Bemporad 1935).

TITOLI:

Medaglioni Cateriniani (leggende popolari sulla vita di
S. Caterina da Siena, 1924)
A sfondo azzurro (novelle, 1925)
La forza del silenzio (1925)
Racconti senesi (1926)
Ali azzurre (1926)
Il sole sulla soglia (1927)
Amore di tempi lontani (1928, Bibl. delle giovani italiane)
L'ala della fortuna
Il bosco che canta (1930)
Il giglio nel roveto (1931)
Donne innamorate
La madonnina (1939)

Per ragazzi:

Novelle
Tre voci nell'ombra: racconto medievale per ragazzi (1924)
La casina delle ombre (1930)


Vittoria Gazzei Barbetti
Vittoria Gazzei Barbetti,
La casina delle ombre

Biblioteca Economica per i Ragazzi Bemporad,
1930


Vittoria Gazzei Barbetti, Il giglio nel roveto,
ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani



Vittoria Gazzei Barbetti, Il giglio nel roveto,
ill. non firmata
nellla seconda versione della Biblioteca delle Signorine Salani

GILBERT, MARION (1864 - 1943)

Pseudonimo di Odette Bussard. Odette Maurel nasce il 4 agosto 1876 a Montivilliers; nel 1902 sposa Léon Bussard (1882-1943), ingegnere agronomo, che pubblica diversi testi di agronomia. La coppia avrà tre figli. Odette Bussard inizia a scrivere nel 1906, ma sono testi di economia domestica e rurale, e ancora nel 1922 pubblica Comment vivre de son jardin. Manuel de la dame jardinière. Pubblica un saggio sui collegi inglesi, En Angleterre. Collèges et clubs féminins e in seguito insieme con la sorella Madeleine (che prende il cognome Duvivier) esegue importanti traduzioni (Bronte, Wiseman, Dickens, Woodehouse). La madre era di origini inglesi e questo spiega il bilinguismo. Pubblica anche un saggio sull'Imperatrice Sissi: Elisabeth de Wittelsbach, impératrice d'Autriche, reine de Hongrie (1932). Dai primi Anni Venti e fino alla morte scrive romanzi rosa, che ancor oggi sono ristampati. Muore il 16 marzo 1951 a Meudon.

TITOLI:

Du sang sur la falaise (1913)
L'amour de la Blonde (1921)
Celle qui s'en va (1921)
La trop aimée (1923)
Celui qui reste (1924)
Le Joug (1925)
Le silence de Cambridge (1927)
Les masques de l'amour (1927)

J'irai revoir ma Normandie (1928)
L'Appel des yeux bleus (1929)
La barrière (1929)
...Et la princesse s'eveilla (1929)
La maison du doute (1930)
Camille ou le reflet de Rome (1931)
La poursuite méridienne (1934)
Le berger et la mer (1934)
Une maldonne (1937)
La tournée de Marjolaine (1944)
Trois jours et trois nuits (1946)
La chambre ardente (1947)
Flora, la fille perdue (1948)
Les scandalisés (1950)

Tradotti in italiano:


Colei che se ne va (Salani, 1923)
Il fascino degli occhi azzurri (Salani, Il romanzo per tutti n°101, 1931)
... E la principessa si svegliò (Salani, Il romanzo per tutti n°105, 1931)


Marion Gilbert, Colei che se ne va, ill. non firmata
Biblioteca delle Signorine Salani


Marion Gilbert

GLYN, ELINOR (1864 - 1943)


TITOLI:

The reflections of Ambrosine (1902)
The vicissitudes of Evangeline (1905)
Beyond the rocks (1906)
Three weeks (1907)
His hour (1910)
The reason why (1911)
Halcyone (1912)
Tha man and the master (1915)
One day (1916, seguito di Three weeks)
The career of Katherine Bush (1916)
The great moment (1921)
Beyond the rocks (1922)
Six days (1923)
The man and the moment (1923)

His hour (1924)
Love's blindness (1926)
It (1927)
Three weekends (1928)


Elinor Glyn, Questa passione chiamata amore,
Biblioteca delle Signorine Salani
ill. fotografica con uno splendido ritratto dell'Autrice.
Il testo non è un romanzo, bensì un compendio di "istruzioni e suggerimenti" per vincere nelle schermaglie amorose. E' seguito da un analogo testo a cura di Francesco Amedeo Doppet, dal titolo Il medico dell'amore.
(courtesy E. Samarelli)


GOLSWORTHY, ARNOLD (1865 - 1939)

Giornalista, scrittore, critico teatrale e autore egli stesso di pièces brillanti, si firma con il nomigliolo di "Jingle". E' autore di romanzi di quel genere nascente a fine Ottocento che è il romanzo giallo. Nel 1893 fonda insieme con Leonard Raven-Hill il mensile umoristico The Butterfly (1893-94 e 1899-1900), illustrato dallo stesso Raven-Hill, al quale contribuirono nomi illustri quali Baron Corvo, Max Beerbohm, H.D. Lowry, H.G. Wells.

TITOLI:

My Friend Jarlet, an Original Play, in One Act (1888)
Death and the Woman, a Dramatic Novel (1898)
A Cry in the Night, a Tale (1899)
Hands in the Darkness (1899)
The New Master (1901)
The Odd Man (1910), anche con lo pseudon. Arnold Holcombe
Ping Pong People (1905)
A Little World: a Story of to-day and to-morrow (1913)
The Fanatic, a Drama in Verse (1925)

Pubblicati in Italia:


Un grido nella notte (per diverse case editrici)
La follia di Alice Batten
Giuoco a sorpresa
Il covo sul fiume



Arnold Golsworthy, Un grido nella notte, ill. non firmata
Biblioteca delle Signorine Salani

GROSSI, TOMMASO (1790 - 1853)

Nasce a Bellano, sul lago di Como, nel 1790; si laurea in giurisprudenza ma non esercita, dandosi alle belle lettere. Esordisce con dei versi dialettali (La Prineide, 1815) seguiti da una novella in ottave, Ildegonda (1820) che ottiene un buon successo. Nel 1834 pubblica il romanzo storico Marco Visconti, che gli regala la fama che ha ancora oggi. Il romanzo è il primo in Italia del genere sentimentale che porterà poi al romanticismo, ma risente ancora della subordinazione della narrazione di fantasia alla verità storica: sarà il Manzoni ad apprendere la lezione e a formare il vero tipo di romanzo storico. Scrive un'altra novella in ottave, Ulrico e Lida (1837). Frequentatore del bel mondo e dell'intellighenzia milanese, è uno degli amici della prima ora della celebre contessa Maffei, e gode anche della personale amicizia del Manzoni. Proprio in casa del Manzoni, in due stanze al pianoterra, egli abita per quasi vent'anni, dalle quali se ne va allorchè Manzoni convola a nozze con Teresa Stampa, donna poco accomodante; pochi mesi dopo si sposa a sua volta e per mantenere la famiglia rinuncia all'attività letteraria ed apre uno studio notarile. Muore a Milano il 10 dicembre 1853 per un curioso incidente: mentre stava chino davanti al caminetto acceso, una chiamata gli fa improvvisamente alzare il capo, lo batte contro il marmo del camino, e il colpo gli è fatale. Qualche anno prima aveva assai sofferto per uno sfortunato incidente: poichè amava gli animali, teneva tra gli altri anche una scimmia, la quale si ingelosì del più piccolo dei suoi figli (Lisa e Peppino, n. 1842), sempre baciato e accarezzato, tanto che lo assalì in un momento in cui era solo e gli morse il viso fino a farlo morire. Questo fatto forse alterò un poco la mente del Grossi, che alcuni dicono fosse bizzarro, umorale e quasi ipocondriaco.


Bellano. Nel 1876 viene eretto un monumento ad opera del Tantardini
sul quale sono incise parole del Manzoni:
"Il tuo nome è gloria d'Italia / o tenero e poderoso poeta cui sempre ispirò il cuore".
Il 14 settembre 1890 a Bellano ci fu la commemorazione per il centenario di
Tommaso Grossi, doverosamente celebrato da tutta la cittadinanza,
a cui si riferisce l'immagine qui sopra.


Tommaso Grossi, Marco Visconti, ill. di G. Costetti
Biblioteca delle Signorine Salani



Sin: Tommaso Grossi
in un disegno di Focosi


Sopra: la casa natale di Tommaso Grossi a Bellano

GUIDI, TOMMASINA (1835 - 1903)





TITOLI:

Ho una casa mia! (1879), L'età della moglie: scene della vita reale (1880), Seconde nozze: seguito de L'età della moglie (1881), La contessa Ilario (1882), Il curato di Pradalburgo (1882), Daria Floriani (1883), Evangelina (1884), 28 luglio! (1884), Sorelle d'amore (1885), Il romanzo di due madri (1886), Il segreto di un portafoglio (1886), Alda Bruni (1886), Il patto d'un fidanzato (1888),
Orgoglio e amore (1888),
Lorenzo Astor (1888), Antonina (1889), Non morire (1890), In cerca di una sposa (1890), Onestà di donna (1890), Casa Rienzi (1891), Maria (1891), Fidanzati (1892), Amori giovanili (1893), Senza madre (1894), L'erede (1894), La rosa della famiglia (1895), Vittorie d'amore (1896), Il medico condotto (1897), Marcella (1897), La signorina (1897), Un voto a Dio (1898), Orizzonti sereni (1899), Alba e tramonto (1900), Fanciulla ideale (1900), La damigella di compagnia (1901), Per un bacio (1902), L'amore dei quarant'anni (1902), Le cinque figlie della signora Bertrand (1903).




Tommasina Guidi, Marcella, ill. di Cipriano Mannucci
Biblioteca delle Signorine Salani


GYP (1849 - 1932)

Pseudonimo di Sibylle Aimée Marie Antoinette Gabrielle Riquetti de Mirabeau, nata al castello di Koétsal, a Morbihan, nei pressi di Plumergat (Bretagna) nel 1849. E' l'ultima della famiglia Mirabeau, pronipote di André Mirabeau detto Mirabeau Tonneau, fratello del celebre oratore Gabriel de Mirabeau. Gabrielle, come la chiamano, sente il rimprovero sottinteso di non essere un maschio per continuare la stirpe. I genitori si separano quando è ancora piccola e Gabrielle va con la madre a Nancy. Il padre serve come zuavo pontificio e morirà in Italia qualche giorno prima della battaglia di Mentana. Il nonno, legittimista nonostante abbia servito sotto il secondo Impero, si occupa della sua istruzione: equitazione, scherma, etc. Nel 1867 Gabrielle sposa il conte Roger de Martel de Janville e si trasferisce a Parigi. Dal matrimonio nasce un figlio, Thierry de Martel, che diverrà celebre come neurochirurgo e che si suiciderà all'entrata dei Tedeschi a Parigi nel 1940. Nel 1879 i conti Martel si trasferiscono a Neuilly-sur-Seine. Gabrielle de Martel comincia a pubblicare qualcosa in La Vie parisienne e nella Revue des Deux Mondes. A partire dal 1880 pubblica in volume, sotto lo pseudonimo di Gyp. Nel 1895 acquista il castello di famiglia (le château de Mirabeau), ma le ristrettezze la obbligano a cederlo nel 1907 a Maurice Barrès. Muore nel 1932. I titoli di Gyp sono oltre 120.
Narratrice spigliata e spiritosa, nei suoi romanzi si gode l'ambientazione della classe sociale più alta, con i suoi balli, cene, matinée e tradimenti, e dove i personaggi sono caratterizzati a tutto tondo, pieni di verve e motti di spirito. Un gioiellino letterario è senz'altro Il matrimonio di Chiffon, breve e intenso, che venne pubblicato dalla torinese S.A.I.E. (n.d.), dalla milanese Varietas (1914), dalla fiorentina Salani (1921) con numerose ristampe, da Barion (1924), S.A.S. (1954), e infine Mursia (1969). In Francia il testo venne anche portato sullo schermo da Claude Autant-Lara nel 1942, con Odette Joyeux nel ruolo di Corysande detta «Chiffon».

TITOLI:

Petit Bob (1882)
La vertu de la Baronne (1882)
Autour du mariage (1883. Ne viene tratta una commedia che viene data al teatro Gymnase)
Ce que femme veut (1883)
Un homme délicat (1884)
Plume et Poil (1884)
Sans voiles (1885)
Elles et Lui (1885)
Autour du divorce (1886)
Dans le train (1886)
Mademoiselle Loulou (1888)
Bob au salon (1889)
L'éducation d'un prince (1890)
Une Passionnette (1891)
Oh! la grande vie (1891)
Une Election à Tigre-sur-mer (1890)
Mariage civil (1892)
Ces bons docteurs (1892)
De haut en bas (1893)
Le Mariage de Chiffon (1894)
Leurs âmes (1895)
Le Cœur d'Ariane (1895)
Le Bonheur de Ginette (1896)
Totote (1897)
Lune de miel (1898)
Israel (1898)
L'Entrevue (1899)
Le Pays des champs (1900)
Trop de chic (1900)
Le Friquet (1901), La Fée (1902)
Un Mariage chic (1903)
Un Ménage dernier cri (1903)
Maman (1904)
Le Cœur de Pierrette (1905)
Les Flanchards (1917)
Souvenirs d'une petite fille (1927)


Gyp, Società equivoca,
Salani, 1902
La Comtesse
Gabrielle de Martel



Gyp, Totote,
ill. di A. Vicenzi

Biblioteca delle Signorine Salani
Gyp, Une Passionnette
Calmann-Lévy, Paris, 1923
Ill. di Edouard Bernard
(ed. economica in brossura)

TOTOTE
un libro straordinario


Nel 1897 la casa editrice Nilsson pubblica Totote su una carta patinata speciale, piuttosto pesante, e correda la stampa con cento fotografie nel testo, e dieci fuori testo, a tutta pagina. Si tratta del primo testo pubblicato in versione fotoromanzo.


Gyp, Totote, Librairie Nilsson - Per Lamm, Successeur
(frontespizio)
10 novembre 1897
Photographies par M. Paul Sescau, Paris




HARTWIG, GEORG (1850 - 1916)

Pseudonimo di Emmy Koeppel. Appartiene alla letteratura romantico-popolare della seconda metà Ottocento, considerato uno dei grandi autori tedeschi di questo genere, insieme con Hedwig Courth-Mahler, E. Marlittt, E. Werner e Wilhelmina Heimburg.

TITOLI PUBBLICATI IN ITALIA:

Il diamante azzurro (1927)
Oh, se fossi rimasta! (1927)
Il mistero di Kronfeld (1927)
Fedele a se stessa (1932)
La casa verde (1932)
Mio marito buonanima (1934)
Sogni di gioventù (1935)
Ochetta d'oro (1935)
Amore vince rancore (1935, Die von Beeren)
Una conquista difficile (1936)
Il fiore delle Alpi (1936)
Se tu mi ami (1936)
Mi ami o non mi ami? (1937)
Se vorrai donarmi il tuo cuore (1937)
Amo te solo (1935, Die Sage von Imhoff)

Georg Hartwig, Amore vince rancore, ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani
Dx: la seconda versione nei Romanzi della rosa cover blu, sempre di Alberto Micheli



Georg Hartwig,
Amo te solo,
ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani
Dx: la seconda versione nei Romanzi della rosa cover blu,
ill. di Maria Augusta Cavalieri





HEIMBURG, WILHELMINA (1848 - 1912)

Pseudonimo di Bertha Behrens. Nasce a Thale-obder-Harz (Germania) il 7 settembre 1848. Compie gli studi a Quedlinbourg, ma la famiglia si sposta frequentemente poichè il padre è medico militare di stanza e segue il reggimento. Nel 1888 risiede nella casa paterna di Koetschenbroda nei pressi di Dresda. Il primo romanzo è del 1879 e viene pubblicato sulla rivista Magdenburger Zeitung, ma già nel 1884 l'editore ne ristampa la quarta edizione. Appartiene al genere romantico-popolare della seconda metà Ottocento. Alla morte della Marlitt, all'epoca assai famosa in Germania, termina il romanzo che questa lascia incompiuto, Das Eulenhaus, sul periodico Gartenlaube, sul quale pubblica anche i propri romanzi. Muore a Radebal Kotzschenbroda il 9 settembre 1912.

TITOLI:

Aus dem Leben meiner alten Freundin (1879)
Lumpenmüllers Lieschen (1879)
Ihr einziger Bruder (1882)
Waldblumen (1882
Trudchens Heirat (1884)
Dazumal, eight stories (1887)
Um fremde Schuld (1895)
Antons Erben (1898)
Sette Oldenroths Liebe (1902)
Gesammelte Romane und Novellen (ten volumes, Leipzig, 1894-97)
Dr. Dannz und seine Frau (1903)
Wie auch wir vergeben (1907)
Ueber steinige Wege (1908)
Der Stärkere (1909)
Familie Lorenz (1910)


Wilhelmina Heimburg,
Il dottor Dannz e sua moglie
,
ill. di Alberto Micheli

Biblioteca delle Signorine Salani
Wilhelmina Heimburg,
Il più forte
,
ill. non firmata
Biblioteca delle Signorine Salani


HICHENS, ROBERT SMYTHE (1864 - 1950)

Robert Hichens nasce a Speldhurst in Kent il 14 novembre 1864; studia lettere e musica, e frequenta la scuola di giornalismo a Londra. Di famiglia agiata, può dedicarsi alle belle lettere, ma non solo: fa il paroliere, il giornalista, il commediografo. Non ha una vita privata particolarmente interessante, e il successo che arride ai suoi romanzi rimane localizzato nella sua epoca. Oggi, infatti, non compare nemmeno più nelle antologie, dove invece un tempo compariva quasi sempre con almeno un racconto, How Love Came to Professor Guildea (1900). E' forse noto più per Il garofano verde, che non è un romanzo, che per i numerosi titoli che seguirono. Muore a Londra il 20 luglio 1950.

TITOLI:

The Green Carnation (anonimo, 1895) trad. Il garofano verde, Longanesi, 1953
An Imaginative Man (1895) trad. L' amante segreta, collana Le streghe: narratori di tutto il mondo n°23, Casa ed. Elios, 1946; L'amante di pietra, collana Romantica straniera n°9, Roma, Campitelli, 1946
Flames (1897)
The Slave (1899)
Tongues of Conscience (racconti, 1900)
How Love Comes to Professor Guildea (1900) trad. Come venne l'amore per il professor Guildea, Feltrinelli, nella raccolta 25 Racconti del Terrore, a cura di Alfred Hitchcock, 1959
The Prophet of Berkeley Square (1901)
Felix (1902)
Black Spaniel, and Other Stories (1905)
The Garden of Allah (1905) trad. Il giardino di Allah, Salani, 1925
Call of the Blood (1905)
Bella Donna (1909) trad.
Bella Donna, Salani, 1927
The Dweller on the Threshold (1911)
The Way of Ambition (1913)
In the Wilderness (1917)
The Spell of the Holy Land (1914)
Snake-Bite (1919)
Mrs. Marden (1919)
Spirit of the Time (1921)
After the Verdict (1924) trad. Dopo il verdetto, collana Adriano Salani n°6, Salani, 1929
The Bracelet (1930) trad. Il braccialetto, collana Adriano Salani n°30, Salani, 1936
The Paradine Case (1933) trad.
Il caso Paradine, Salani, 1937
Harps in the Wind (1945)



Robert Hichens,
Bella Donna,
ill. di Giorgio Kienerk

Biblioteca delle Signorine Salani
Robert Hichens,
Il giardino di Allah,
ill. non firmata

Biblioteca delle Signorine Salani




HORLER, SYDNEY (1888 - 1954)

Sydney Henry Horler (detto Harry) nasce a Leytonstone (Essex) il 18 luglio 1888 e muore a Bournemouth il 27 ottobre 1954. Appartiene all'ampia letteratura del genere giallo dalla quale fiorì il genere noir, detto in inglese hard-boiled, che ebbe i suoi massimi autori negli Anni Trenta. Il genere ovviamente è continuato nel tempo, ed oggi viene chiamato in vari modi, anche pulp fiction (che Quentin Tarantino ha reso noto con l'omonimo film). Oggi assistiamo alle degenerazioni di Brett Easton Ellis ed altri seguaci, ma il filone si salva se il narrato rimane nei limiti dell'oleografia, come in Patricia Cornwell o Mary Reichs. Negli Anni Trenta in ogni caso il genere hard-boiled era molto apprezzato, e fiorivano le serie con un unico protagonista, caratterizzato da spericolate avventure, scazzottate, sparatorie, la bella di turno e il finale scontato. Notissima quella de Il Santo (autore: Leslie Charteris) trasposta in serie televisiva con Roger Moore, ma anche i personaggi di Sam Spade (autore: Dashiell Hammet) e Philip Marlowe (autore: Raymond Chandler) che visse sullo schermo con i visi di Humphrey Bogart e di Robert Mitchum. Horler appartiene a questo mondo, e crea la serie di Tiger Standish. The Honourable Timothy Overbury "Tiger" Standish è il figlio di un conte (Earl of Quron), e viene descritto con la tipologia detta Bulldog Drummond-type, cioè forte e virile (oggi diremmo macho), capace di tirare di boxe e di giocare a calcio, ma anche ben vestito, elegante, sempre pronto a dar la caccia ai Bolscevichi o anche semplicemente ai cattivi europei, cioè chiunque si metta contro l'Inghilterra. Con le parole dello stesso Horler, Standish "has all the attributes of a thoroughly likable fellow ... he likes his glass of beer, he is a confirmed pipe-smoker, he is always ready to smile back in the face of danger." Tiger è operativo nella branca del British Intelligence nota come Y 1 ed è sposato con Sonia. Ci chiediamo quanto di Tiger Standish abbia suggerito a Ian Fleming l'incredibile serie di James Bond, ovvero 007.

TITOLI:

The Vampire
Dark Journey
High Hazard
Lord of Terror

Serie Tiger Standish:

Tiger Standish (1932)
Tiger Standish takes the field
Tiger Standish does his stuff
Tiger Standish steps on it
Tiger Standish comes back

Tradotti in italiano:

Cavalier of Chance (1931)
Cavaliere di Ventura, Salani, 1932
Danger's Bright Eyes (1930) Il fascino del pericolo, Salani, I romanzi della sfinge n°13, 1935
The Evil Chateau (1930) Il castello della sciagura, Milano, Casa Ed. Attualità, I Romanzi dell'Indagine n°16, 1942



Sydney Horler, Cavaliere di ventura, ill. non firmata
Biblioteca delle Signorine Salani



Sydney Horler

HUGO, VICTOR (1802 - 1885)

Victor-Marie Hugo nasce a Besançon il 26 febbraio 1802; il padre è di umili origini, ma avendo servito come generale sotto Napoleone, si era guadagnato un titolo di conte, che lo scrittore tenta di far passare per antica nobiltà. In famiglia si legge molto, ed anche i due fratelli maggiori di Victor, Abel ed Eugène, si danno alle lettere, l'uno con la compilazione di opere storiche, l'altro facendosi poeta. Nella fanciullezza i tre fratelli seguono il padre nelle campagne d'Italia e di Spagna, al seguito del re Giuseppe Bonaparte. Tornato a Parigi, Vicotr trascorre un certo periodo di tempo presso la madre, che si era nel frattempo separata dal marito, nel convento abbandonato delle Feuillantines. Dal 1815 al 1818, durante la Restaurazione, Victor è convittore nel collegio Cordier per prepararsi al Politecnico, ma la scienza non lo attrae, e decide di consacrarsi alle belle lettere. Subisce in questo periodo le idee della madre, monarchica, e rimane affascinato da Chateaubriand che scriveva su Le Conservateur; insieme con il fratello Abel fonda a sua volta Le Conservateur Litéraire (1819-1821). Hugo non cessa di esaltare la monarchia e denigrare il bonapartismo, sia nel primi romanzi sia nelle odi, e il re Luigi XVIII gli assegna una ricca pensione, il che gli permette di sposare la bellissima Adèle Foucher (1803-1868), che gli darà cinque figli, di cui quattro morti prima dello scrittore: uno in culla (1823), Léopoldine (1824-1843, all'indomani delle proprie nozze), Charles (1826-1871), François-Victor (1828-1873). Adèle (1830-1915, l'unica sopravvissuta al padre, impazzisce a trent'anni e muore in tarda età dopo oltre 50 anni di reclusione). Il matrimonio regge, sebbene Hugo e la moglie siano entrambi infedeli: lei con Sainte-Beuve, lui con l'attrice Juliette Drouet e diverse altre. Nel 1827 scrive Cromwell, lunghissimo dramma mai rappresentato, che in prefazione porta il manifesto romantico di Victor Hugo. Vi si propugnano idee nuove per la letteratura, e la visione particolare di Hugo, che è la teoria del grottesco. Nel 1830 scrive Hernani (incarnazione del bandito generoso) che fa scalpore e consacra la nuova poetica del romanticismo. Nel decennio seguente Hugo scrive moltissimo; nel 1841 viene eletto membro dell'Académie Française. Nel 1845 il Re Luigi Filippo lo crea Pari di Francia. Nel 1848 è deputato all'Assemblea costituente e nel 1849, divenuto democratico, sostiene il regime repubblicano. Dopo il colpo di stato del 1851 deve emigrare a Bruxelles, come tanti altri, e poi a Guernesey, dove trascorre l'esilio, dal quale scrive violenti libelli contro il secondo impero. Fa propaganda all'Italia di Mazzini e Garibaldi. In esilio ci rimane per 18 anni, e scrive moltissimo. Ritorna in Francia alla caduta del Secondo Impero; e nel 1876 è nominato senatore. Quando muore, il 22 maggio 1885, la salma viene vegliata da 12 poeti sotto l'Arc de Triomphe, agli Champs Elisés. La Francia intera si mise in lutto.

TITOLI:

Odes et poésies diverses (1822)
Hand d'Islande (1823)
Bug-Jargal (1826)
Hernani (1830)
Le Roi s'amuse (1832)
Lucrèce Borgia (1833)
Angelo (1835)
Ruy Blas (1838)
Notre Dame de Paris (1831)
Les Contemplations (1856)
Les Misérables (1862)
L'Homme qui rit (1869)
Quatre-vingt-treize (1873)






Il monumento a Victor Hugo,
collocato in Place Victor Hugo nel 1902, venne distrutto nel 1942
dai Tedeschi per fonderne il bronzo.
Monumenti a Victor Hugo sono dappertutto, uno anche a Roma (1905); il più noto è forse la scultura in bronzo di Auguste Rodin (1909). Quello di Ernest Barrias venne inaugurato a Parigi nel 1902, alla presenza della famiglia. Da sin. in primo piano: 1. Mme Jeanne Hugo, moglie di Georges Hugo (nipote dello scrittore, figlio di Charles Hugo), 2. Georges Hugo, 3. Jeanne Hugo, figlia di Charles Hugo, ovvero Mme Jean-Baptiste Charcot, e 4. Alice Lehaene, vedova di Charles Hugo, risposata con Edouard Lockroy.


Victor Hugo in una fotografia di Albert Capelle

FILMOGRAFIA

NOTRE DAME

Notre Dame de Paris, 1923. Regia di Wallace Worsley,
con Lon Chaney, Patsy Ruth Miller

The Hunchback of Notre Dame, 1939. Regia di William
Dieterle, con Charles Laughton, Maureen O'Hara

Notre Dame de Paris, 1956. Regia di Jean Delannoy,
con Anthony Quinn, Gina Lollobrigida

LES MISERABLES
Sei film muti: 1909, 1912, 1917, 1919, 1925.

Les misérables, 1933. Regia di Raymond Bernard, con Harry Burr, Charles Vanel,
Florelle, Marguerite Moreno, Jean Servais

I miserabili, 1947. Regia di Riccardo Freda, con Gino Cervi, Valentina Cortese,
Aldo Niccodemi, Andreina Pagnani, Gabriele Ferzetti

Les misérables, 1952. Regia di Lewis Milestone, con Michael Rennie, Robert Newton, Debra Paget, Syvia Sidney

Les misérables, 1958. Regia di Jean-Paul Le Chanois, con Jean Gabin

Les misérables, 1995. Regia di Claude Lelouch, con Jean-Paul Belmondo, Henri Fortin

Les misérables, 1998. Regia di Bille August, con Jeoffrey Rush, Liam Neeson,
Uma Thurman, Claire Danes

Les misérables, 2012. Musicale, regia di Tom Hooper, con Russel Crowe, Hugh Jackman, Anne Hathaway, Helena Bonham Carter, Sacha Baron Cohen

Innumerevoli versioni e sceneggiati per TV. I principali:

I miserabili, 1964. Regia di Sandro Bolchi, con Gastone Moschin, Tino Carraro,
Giulia Lazzarini

Les Misérables, 1978. Regia di Glenn Jordan, con Richard Jordan, Anthony Perkins

I Miserabili, 2000. Regia di Josée Dayan, con Gérard Depardieu, John Malkovich,
Asia Argento, Charlotte Gainsbourg


Victor Hugo, Quatre-vingt-treize nelle edizioni Nelson

HULL, EDITH MAUDE (1880 - 1947)

Edith Maude Winstanley, nata Henderson, utilizza lo pseudonimo E. M. Hull; nonostante la fama acquisita rimane schiva e non appare in pubblico. Moglie di un coltivatore del Derbyshire, inizia a scrivere durante la Grande Guerra per passare il tempo. Il primo titolo è The Sheik, che fa scalpore e viene tacciato addirittura di pornografia; certo per l'epoca dev'essere stato uno shock leggere di una aristocratica inglese che, rapita da uno sceicco e portata nella sua tenda nel deserto, viene ripetutamente violentata ma alla fine si innamora perdutamente di lui; ma non è questo aspetto sentimentale a dar scandalo, bensì il fatto che alla protagonista piace immensamente avere questi rapporti carnali con il suo rapitore. Seguono diversi altri titoli dello stesso genere, tuttora ristampati.

TITOLI:

The Sheik (1919)
The Shadow of the East (1921)
The Desert Healer (1923)
The Sons of the Sheik (1925)
Camping in the Sahara (1931)
The Lion-Tamer (1928)
The Forest of Terrible Things (1939)


FILMOGRAFIA
THE SHEIK, 1921.
Regia di George Melford
con Rodolfo Valentino
e Agnes Ayres

SON OF SHEIK, 1926.
Regia di George Fitzmaurice
con Rodolfo Valentino
nella doppia parte dello
sceicco e di suo figlio, e Vilma Banky. Il film uscì un mese prima della morte di Valentino.



THE SHEIK, 1921.
Regia di George Melford con Rodolfo Valentino e Agnes Ayres

Edith Maude Hull


HUTTEN, Baronessa (1874-1957)

Betsey (Bettina) Riddle, Freifrau von Hutten zum Stolzenberg.



TITOLI:

Miss Carmichael's Conscience. A study in fluctuations (1899)
Marr'd in making (1901)
The Duke's Daughter (1902)
The Dramatic Nerve (1904)
He and Hecuba (1905)
The Halo (1907)
Kingsmead (1908
)
The One Way Out (1908)
The Lordship of Love (1910)
Sharrow (1912)
The bird's fountain (1915)
Maria (1916)
The bag of Saffron (1920)
Mothers-in-law (1922)
Julia (1924)
Candy and other stories (1925)
Flies (1927)
Eddy and Edouard (1928)
SwanHouse (1930)
Monkey-puzzle (1932)
Mice for amusement (1933)
Die she must (1934)
What happened is this (1938)

La serie di Pamela:

Pam, a novel (1904)
What became of Pam (1906)
Pam at fifty (1923)
Pam's Own Story (1930)

Tradotti in italiano:

Pam
ela (Salani, 1936)
Pamela nella vita (Salani, 1936)


Baronessa Hutten,
Pamela
,
ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani
Baronessa Hutten,
Pamela nella vita
,
ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani



La Baronessa von Hutten
(Photo by Howard Coster, 1935
© National Portrait Gallery, London
published here under
CC Creative Common Licence)
Baronessa Hutten,
The Halo,
1907,
ill. di
Martin Justice
(source: Project Gutenberg)

INSUA, ALBERTO (1885 - 1963)

Alberto Insúa è lo pseudonimo di Alberto Galt y Escobar. Nasce a La Habana (Cuba) nel 1885 da una famiglia spagnola che aveva là interessi coloniali, a cinque anni ritorna a Madrid dove compie studi di diritto all'Università, ma si sente portato più per classici, che lo porteranno prima al giornalismo poi alla letteratura. Collabora infatti con molti periodici e riviste letterarie nei primi tre decenni del secolo XX, Blanco y Negro, El Liberal, El País, Nuevo Mundo e La Gaceta Literaria. Durante la Prima Guerra Mondiale è corrispondente di guerra da Parigi per il quotidiano madrileno ABC. Ai primi del XX secolo scuote il panorama letterario spagnolo con La mujer fácil (1909) ed altri titoli dove oltre al sentimentalismo viene dato anche un contenuto erotico notevole, ma poi lascia questa corrente e si dedica alla psicologia dei personaggi, ottenendo anche i consensi della critica. El negro que tenía el alma blanca (1922) è il suo maggior successo in patria e all'estero (il titolo viene infatti tradotto in tutte le lingue europee). Muore a Madrid nel 1963. La sua produzione letteraria ammonta ad ltre 70 titoli.

TITOLI:

La mujer fácil (1909)
Las neuróticas (1911) y
El demonio de la voluptuosidad (1911)
Los hombres: Mary los descubre (1913)
Los hombres: Mary los perdona (1914)
El negro que tenía el alma blanca (1922)
Humo, dolor, placer (1928)
La mujer, el torero y el toro (1926)
El amante invisible (1930)
El barco embrujado (1929)
Un corazón burlado (1953)
Nieves en Buenos Aires (1955)


Alberto Insua, Un nemico del matrimonio, ill. non firmata
Biblioteca delle Signorine Salani

FILMOGRAFIA

El negro que tenía el alma blanca
(1922)
ha avuto tre versioni cinematografiche:
1927, regia di Raimundo de Sarka, con Conchita Piquer
1934, con Marino Barreto e Antonita Colomé
1951 con Hugo del Carril



JENKINS, HERBERT GEORGE (1876 - 1923)

Scrittore di origini norvegesi, noto soprattutto per aver scritto The Life of George Borrow, la biografia di George Henry Borrow (1803-1881), noto viaggiatore di un periodo antecedente la cui particolarità consistette nell'apprendere il gitano e scrivere diversi resoconti di viaggio: The Gypsies of Spain (1841), The Bible in Spain (1843), l'autobiografico Lavengro (1851) e il seguito Romany Rye (1857). Autore anche di un saggio su Willam Blake, Willam Blake: Studies of His Life and Personality (1925), scrive romanzi di genere vario che vogliono essere umoristici. Oggi è totalmente dimenticato, se non in relazione a G. H. Borrow.

TITOLI:

The Life of George Borrow (1912)
The Works of George Borrow (1931)
The Night Club (1917)
Patricia Brent, Spinster (1918)
The Rain Girl (1919)
Malcolm Sage, Detective (1920)
Some Chapters in the Life of Joseph Bindle (1917)
Adventures of Bindle (1918)
Mrs Bindle: Some Incidents from the Domestic Life of the Bindles (1921)
The Bindles on the Rocks (1924)
"Sh-Not-Before-Evelyn-May": the Log of a Much Travelled Girl (1927)
Evelyn May and the Screaming Eagle (1929)



Herbert Jenkins,
Patrizia Brent zittella
,
ill. non firmata
Biblioteca delle Signorine Salani

Il titolo nella seconda versione
I Romanzi della Rosa (cover rosa)
KRASSNOFF, PIETRO (1869-1947)

Petr Nikolaevich Krasnov discende da antica famiglia cosacca. Durante la Prima Guerra Mondiale è comandante di un Corpo di Cavalleria e viene decorato della Croce di San Giorgio. Nel 1918 viene nominato ataman dei Cosacchi del Don, poi si riunisce all'esercito del Generale Yudenic. Fermo oppositore del bolscevismo, è costretto ad emigrare, dapprima in Germania, poi in Francia. Inizia a descrivere l'amata Russia e la sua caduta nel primo dei suoi testi, Dall'Aquila Imperiale alla bandiera rossa, dove descrive l'epopea russa dal 1894 al 1921. Avute buone recensioni, ne scrive il seguito, Comprendere è perdonare, focalizzato sul terrore bolscevico. Entrambi sono pubblicati nella Collana Adriano Salani, e in seguito anche nell'edizione economica. Muore nel 1947 senza aver raggiunto la fama.

TITOLI:

Dall'aquila imperiale alla bandiera rossa (1926)
Comprendere è perdonare (1930)
Tutto passa... : romanzo storico (1930)
Napoleon and the Cossacks (1931)
L'amazzone del deserto (1932)
Il "Largo" di Haendel (1933)
L'odio (1935)
Unita e indivisibile (1938)

Per i ragazzi:
Mantyk cacciatore di leoni, ill. di Alberto Zardo (1931)
Cuori nel deserto (1931)


Generale Pietro Krassnoff


P. Krassnoff, L'amazzone del deserto, ill. di Cipriano Mannucci
Biblioteca delle Signorine Salani


P. Krassnoff,
Comprendere è perdonare
nella seconda versione dei Grandi Romanzi Salani
(courtesy Libridine, Cooperativa sociale, Ravenna)


LE MAIRE, MARIE EVELINE (1876 - 1961)

Nasce a Tonnerre il 25 settembre 1876 da familgia cattolica. Il padre Gustave è commerciante, la madre Juliette calsalinga. Collabora a Les Veillées des Chaumieres e l'Ouvrier. Iscritta alla Société des Gens de Lettres, fu la "madrina" di André Bruyère. Scrive oltre 30 romanzi di tipo sentimentale. Muore a Parigi il 3 maggio 1961.

TITOLI:

Après le bridge (1913)
La méprise de Colette (1914)
Le c
œur et la tete (1919)
Le fiancé inconnu (1923)
L'ancetre (1925)
La maison d'émeraude (1926)
Jeunes filles à marier (1929)
L'idylle interrompue (1930)
Ninette, jeune mariée (1931)
Mon bonheur (1932)

Per l'infanzia:
La bonne idée de cousine Maria (G&L, 1923)
La rose d'or des Fleuroy (G&L, 1925)
Une idée de Raymonde (nouvelles, 1926, ill. Maitrejean)
Cinq histoires pour Paul et Madelon (1935)
Comment vient le bonheur (nouvelles, 1945)


Eveline Le Maire,
Un idillio interrotto
,
ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani
Eveline Le Maire,
L'errore di Nicoletta
,
ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani



LE MIERE, MARIE (née Nouy)

TITOLI:

Le grand choc (1918)
Les secrets de Vandeure (1918)
La voie douloureuse (1919)
Le fils de l'étrangère (1920)
La demoiselle (1920)
Rêves et destinées (1920)

Fleur de montagne (1920)
La ferme fleurie (1920)
Les cousins de la Moynerie (1922)
L'invisible présence (1923)
Tante Geneviève (1923)

Josèphe (1923)
La dame de la Blanche-Roque (1925)
La rançon de Gisèle (1928)
Le fantôme d'Ourville (1928)
La Roche-au-Noroit (1930)
La villa du bonheur (1930)
La revanche du coeur (1930)
Trop cher (1930)
Le drame du ménage Bruel (1931)
L'Essor (1931)



Marie Le Mière, La rivincita del cuore, ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani

LECOMTE DU NOUY, HERMINE (1855 - 1915)

Hélène (Hermine) Oudinot nasce a Parigi nel 1855. Sposa nel 1880 Emile André Lecomte du Noüy, da cui ha un figlio, Pierre (1883-1947), celebre biologo. Appartiene all'alto ceto e tiene naturalmente un salotto, molto ben frequentato dal punto di vista mondano ma anche sul piano letterario; l'influenza dei letterati dell'epoca la porta ad una scrittura diversa da quella delle autrici "per signorine" a lei contemporanee, e i suoi romanzi sono sottilmente pervasi di quello spirito mondano che la porta a scrivere sui rapporti amorosi senza reticenze. Esordisce con una pièce teatrale , Steeple-chase, scènes de la vie mondaine en un acte (1896), scritta a due mani con Suzanne Reichenberg, poi inizia a scrivere romanzi. L'erreur d'aimer (1893) reca la prefazione di un altro scrittore assai popolare e piuttosto osé: Marcel Prévost (autore del famosissimo Les demi-vierges). Quando appare Amitié amoreuse (1896), il romanzo gode di alta risonanza, viene tradotto in tutte le lingue e in seguito continuamente ristampato, ma tanto successo si deve al fatto che Hermine si è ispirata alla corrispondenza da lei intrattenuta con lo scrittore Guy de Maupassant (1850-1893) di cui si mormora sia stata l'amante, o almeno la preferita tra le tante, nel periodo 1883-1885, e dunque molto prima che si desse allo scrivere. Il testo reca la prefazione di Stendhal. Hermine pubblica fino al 1910, poi tace. Muore nel 1915.

TITOLI:

Bon amis (1892)
Désobéissance criminelle (1895)
L'amour est mon péché (1898)
Le doute (1899, in L'illustration)
Le doute puls fort que l'amour (1900)
Maudit soit l'amour! (1901)
Hésitation sentimentale (1902)
En regardant passer la vie (1903, con Henri Amic, 1853-1929)
La joie d'aimer (1904)
L'amour guette ... (1908)
Jours passés (1908, con Henri Amic)
La route interrompue (1910, con B. Mayra)


Hermine Lecomte Du Noüy, Amicizia amorosa, ill. di G. Costetti
Biblioteca delle Signorine Salani





LEROUX, GASTON (1868 - 1927)

Gaston Louis Alfred Leroux nasce il 6 maggio 1868 a Parigi dove studia giurisprudenza e si laurea nel 1889. Eredita una fortuna e la sperpera allegramente, finchè si riduce in bancarotta e deve lavorare. Fa il giornalista, dapprima nella cronaca giudiziaria poi come critico teatrale per L'écho de Paris e poi come corrispondente internazionale per Le Matin. In seguito lascia il giornalismo e si dà alle belle lettere, nel genere nascente del giallo. Le mystère de la chambre jaune (1908) è considerato un importante capostipite nella storia della detective fiction poichè è il primo detto "della camera chiusa", che ha affascinato e messo alla prova decine di giallisti. Leroux è paragonato, nella detective fiction, a Edgar Allan Poe in America e a Sir Arthur Conan Doyle in Gran Bretagna. Il suo romanzo più noto rimane Le Fantôme de l'Opéra (1910), che ha goduto di innumerevoli trasposizioni per il teatro e per lo schermo. Nel 1919, attratto dalla settima arte, fonda la propria compagnia cinematografica, la Cinéromans. Muore a Nizza il 15 aprile 1927, nella sua abitazione di Boulevard Gambetta 53.

TITOLI:

Un homme dans la nuit (1897)
La double vie de Théophraste Longuet (1903)
Le roi mystère (1908)
L'homme qui a vu le diable (1908)
Le fantôme de l' Opéra (1910)
L' épouse du soleil (1912)
L' homme qui revient de loin (1916)
Tue-la-mort (1920)
La femme au collier de velours (1924)
Les chasseurs de danses (1927)

Serie di Joseph Rouletabille:
Le mystère de la chambre jaune (1907)
Le parfum de la dame en noir (1908)
Rouletabille chez le tsar (1912)
Le château noir (1914)
Les étranges noces de Rouletabille (1914)
Rouletabille chez Krupp (1917)
Le crime de Rouletabille (1921)
Rouletabille chez les Bohémiens (1922)

Serie di Chéri-Bibi:
Chéri-bibi (1913)
Chéri-Bibi et Cécily (1913)
Chéri-Bibi & Fatalitas (1919)
Le coup d' état de Chéri-Bibi (1925)


Gaston Leroux


Gaston Leroux,
Il profumo della Signora
vestita di nero
,
ill. di Giuseppe Rossi
Biblioteca delle Signorine Salani
Gaston Leroux,
Il mistero della
camera gialla,

ill. di Giuseppe Rossi
Biblioteca delle Signorine Salani



FILMOGRAFIA

The Phantom of the Opera
è stato portato sullo schermo innumerevoli volte;
diamo le principali versioni:

1925: Regia di Rupert Julian, con Lon Chaney, Mary Philbin
1943: Regia di Arthur Lubin, con Claude Rains, Susanna Foster
1962: Regia di Terence Fisher, con Herbert Lom, Heather Sears
1983: Regia di Robert Markowitz, con Maximilian Schell, Jane Seymour, Michael York
1986: versione musical di Andrew Lloyd Webber
1989: Regia di Dwight Little, con Robert Englund, Jill Schoelen
1990: Regia di Tony Richardson, con Charles Dance, Teri Polo, Burt Lancaster
1998: Regia di Dario Argento, con Julian Sands, Asia Argento
2004: Regia di Joel Schumacher, con Gerard Butler, Emmy Rossum, Patrick Wilson,
Miranda Richardson (con le musiche originali di Andrew Lloyd Webber)

The Phantom of the Paradise (versione satirica in chiave rock), 1974: Regia di Brian De Palma, con Paul Williams, Jessica Harper, Willam Finley

LESUEUR, DANIEL (1860 - 1921)

Pseudonimo di Jeanne Loiseau, nata a Parigi nel 1860. Di origini modeste, pensa di darsi all'insegnamento e trascorre un po' di tempo a Londra per perfezionarsi nella lingua, ma non insegnerà mai. Esordisce con la raccolta di poesie Fleurs d'Avril (1882) opera premiata dall'Académie Française. Ancora nel 1885 la raccolta di poesie Sursum corda! ottiene il Gran Premio di Poesia dell'Académie Française, ed è la prima volta per una donna. Nel 1893 traduce le opere di Lord Byron, lavoro sempre premiato dall'Académie. Pubblica inoltre uno studio critico sull'evoluzione dello stato femminile: Evolution féminine, ses résultats économiques nel 1905. E' la prima donna ad essere nominata Vicepresidente della Société des Gens de Lettres e nel 1900 le viene conferita la Legion d'Honneur. Nel 1904 sposa Henri Lapauze, più giovane di ben 7 anni, un noto critico d'arte e alto funzionario governativo. Abitano al 17 di rue d'Aumale. Nel 1905 viene rappresentata la pièce teatrale in 5 atti Masque d'amour con protagonista Sarah Bernhardt, tratta dall'omonimo romanzo uscito l'anno precedente. Muore a Parigi nel 1921.

TITOLI:

Le mariage de Gabrielle (1882)
L'amant de Genéviève (1883)
Marcelle (1885)
Un mistérieux amour (1886)
Amour d'aujourd'hui (1888)
Une vie tragique (1890)
Un mystérieux amour (1892)
Justice de femme (1893)
Haine d'amour (1894)
Comédienne (1898)
Invincible charme (1897)
L'honneur d'une femme (1901)
Fiancée d'outre-mer (1901)
La force du passé (1905)
Calvaire de femme (1907)
Fils de l'amant (1907)
Une âme de vingt ans (1911)




M.me Lapauze, alias Daniel Lesueur



Daniel Lesueur,
Commediante,
ill. non firmata
Biblioteca delle Signorine Salani
Daniel Lesueur,
Fascino invincibile
,
ill. di Maria Augusta Cavalieri
Biblioteca delle Signorine Salani

Daniel Lesueur,
La donna forte
,
ill. di Alberto Micheli

Biblioteca delle Signorine Salani
Daniel Lesueur,
La forza del passato
,
ill. di Cipriano Mannucci

Biblioteca delle Signorine Salani

LOBETTI BODONI, GRAZIA

TITOLI:

Vittoriosa o vinta? (1933)
La nonna: commedia in un atto, per signorine (1933)
Il Natale di Giorgio: commedia in un atto, per fanciulli (1933)
Perdutamente tua (1933)
Fili invisibili (1937)
Il giuoco del matrimonio (1938)

Grazia Lobetti Bodoni, Fili invisibili, Vittoriosa o vinta?, Il giuoco del matrimonio
nella seconda versione (Romanzi della Rosa cover blu)
courtesy Libreria Conforti, Firenze


Grazia Lobetti Bodoni,
Perdutamente tua,

ill. di G. Ghini

Biblioteca delle Signorine Salani





LOISEL, YVONNE (1877 - 1960)

Marie Madeleine Céline Julie Emma Loisel nasce a Châlons-sur-Marne il 16 giugno 1877 da Jules e Marie Céline Zélie Emma Pierrot. Compie studi universitari e diviene insegnante; è membro della Société des Auteurs Dramatiques e della Société des Gens de Lettres, dove viene patrocinata dall'amica Mme Fornel (Pierre Perrault). Inizia a pubblicare in Les Veilées des Chaumières nel 1914; seguono racconti e poesie pubblicati su La Revue des Independents; collabora a La Semaine de Suzette. Trascorre tutta la vita a Joncourt-le-Catelet in Piccardia, avendo come rendita una piccola pensione d'insegnante e i pochi introiti dei suoi libri; qui muore nubile nel 1960.

TITOLI:

Pour mon fils (1925)
La promesse (1929)
Le secret de M Tiburce (1929)
Les bien-aimés (1932)
Perlette (1933)
Brisquette et son inconnu (1934)
La revanche du pigeon (1936)
Liette et Claudine (1942)

Testo: courtesy www.bibliothequedesuzette.com


Yvonne Loisel, Caporaletta, ill. di Alberto Micheli
Biblioteca delle Signorine Salani

LUBY, E.

TITOLI:

Imprudente parole (1932)
Une cure merveilleuse (1932)

Luby, Una cura maravigliosa,
Biblioteca delle Signorine Salani
sin. prima versione, ds. seconda versione, entrambe di Alberto Micheli

BIBLIOTECA DELLE SIGNORINE
AUTORI
A-C
BIBLIOTECA DELLE SIGNORINE
AUTORI
D-F
BIBLIOTECA DELLE SIGNORINE
AUTORI
M-R
BIBLIOTECA DELLE SIGNORINE
AUTORI
S-Z

HOME